lunedì 26 ottobre 2015

I DIGITAL NATIVE E IL "VECCHIO MONDO": SCONTRO O INTEGRAZIONE?


Nel bagaglio delle competenze chiave UE 2020, si introducono ‘legittimamente’ le competenze digitali per i futuri apprendimenti.
"Competenze digitali?…

Tutti noi che ci occupiamo di formazione dovremo confrontarci tra brevissimo, se non dobbiamo già confrontarci adesso, con la consapevolezza che gli schemi cognitivi di apprendimento di chi abbiamo di fronte sono radicalmente diversi dai nostri. 
Dobbiamo cominciare a metterci in discussione e stabilire un dialogo di natura inter-culturale con i nostri allievi.
Noi formatori, ma soprattutto noi Immigranti digitali: siamo nati in epoca pre-digitale, dobbiamo imparare i codici e seguire lo sviluppo dei nuovi media.

Siamo sicuri che il modo in cui noi rappresentiamo il mondo a loro attraverso i nostri strumenti (formazione, didattica, lezioni) abbia un qualche senso per loro? 
E ancora più provocatoriamente, se guardiamo i bambini piccoli, siamo sicuri che insegnargli a leggere e scrivere come abbiamo fatto finora abbia senso? Oppure non ha più senso introdurre anche un altro codice?

Le maestre spesso dicono che i bambini diventano stupidi con internet.
Bene! Ma si sono poste il problema del fatto che insegnano loro a scrivere a mano e poi in qualunque altro contesto loro digiteranno?

I bambini sono bilingui, noi no.

Una riflessione interessante è quella di adeguare gli stili di insegnamento che pratichiamo agli stili di apprendimento che stanno mutando (in una maniera inusitata ,ancora non del tutto chiara) dei nostri studenti.

Marc Prensky, l’inventore della definizione “nativi digitali”, racconta la sua visione del cambiamento necessario nella scuola. In realtà Prensky evita il termine “cambiamento”, egli  parla propriamente di “adattamento”, a sottolineare la naturalità del processo, ed evidenzia come i semi del cambiamento siano già nelle richieste dei ragazzi di tutto il mondo e nelle capacità degli insegnanti che ogni giorno trovano strategie nuove per coinvolgere i propri studenti.

 
Le tecnologie, in questa prospettiva, diventano corollario a una scuola che sia cooperativa, stimolante ed efficace.

Quali sono le caratteristiche dei nativi digitali?

Sono abituati a ricevere velocemente le informazioni; preferiscono procedere in parallelo e operare con azioni multitasking; leggendo, rivolgono l’attenzione prima agli elementi iconici e poi al testo. Vedono le tecnologie digitali come parte integrante delle loro abitudini quotidiane.
Sono loro i veri nativi digitali puri : I bambini tra gli zero e i 12 anni. 
Hanno un’esperienza diretta sempre più precoce degli schermi interattivi digitali ( consolle per i videogiochi, cellulari, computer, iPod ), usano internet e il computer come noi immigranti digitali usavamo la televisione e la penna.

Nelle loro case e nelle loro camerette, infatti, i media digitali sono sempre più presenti insieme alle esperienze di intrattenimento, socializzazione e formazione che vengono mediate e vissute attraverso Internet e i social network, oltre che dalle consolle per videogiochi.

…il dibattito continua… tra le nuove generazioni digitali e le generazioni classiche… come trovare l'integrazione?



Dott.ssa Giovanna De Gregorio- Pedagogista Cooperativa Sociale AERIS
Dott.ssa Chiara Cianfano - Psicologa Cooperativa Sociale AERIS


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